CHOCOLAT 3B – BlogCast

Diario dove raccontiamo la nostra esperienza di podcaster

FRANCESCO FACCHINETTI

Wow!

Un manichino vestito da sub appeso al soffitto. Poltroncine di pelle. L’intera collezione dei Puffi come soprammobile. Mensole piene di macchinine e soldatini. Poster coloratissimi, tra cui spicca quello di “X Factor” e di Giusy, la vincitrice dell’ultima edizione del concorso musicale. Cappellini dell’NBA appesi alle pareti. Capisco finalmente che le innumerevoli volte in cui avevo fantasticato sulla casa di Francesco, me l’ero immaginata come è realmente: colorata e piena di oggetti.

Michel, manager di Francesco, ci fa accomodare. Siamo emozionatissimi.

Ci racconta che sta preparando un disco e che adora i bambini, la loro innocenza e la loro creatività. Gli piace il nostro podcast, perché fatto da giovani che, come dice lui, sono il futuro del mondo. Gli rispondiamo che siamo sorpresi dalla sua gentilezza, perché siamo partiti in cerca della casa di Francesco quasi allo sbaraglio, seguendo un indirizzo letto per caso su internet. E anche se ci speravamo, non ci saremmo mai aspettati di trovarla, né tanto meno di essere ospitati, ma Michel alza un dito verso l’alto e ci risponde che soltanto colui che ci guarda da lassù è onnipotente, mentre noi uomini siamo al suo cospetto piccoli come un granello di sabbia ed è quindi inutile ritenersi grandi e invincibili solo perché si è ottenuto il successo in questa vita. Anche se si è famosi, dobbiamo rimanere ugualmente umili e ci assicura che Francesco è un ragazzo che ha mantenuto certi valori. Per questo non ha problemi ad invitare i fan in casa sua.

La saggezza di Michel, derivata forse dall’immensità del deserto africano che lo ha visto crescere e che da sempre ha spinto l’uomo a riflettere e a meditare, ci accompagna per tutto il pomeriggio, finché ci salutiamo, con in regalo un paio di cartoline che ritraggono Francesco, e una promessa che accende i nostri cuori: incontrare il nostro beniamino quanto prima.

Siamo seduti con il prof. nella saletta di una discoteca, dove ci sono i partecipanti al concorso “Your music blog” che stanno facendo le prove prima della gara. Ce n’è uno decisamente stonato, a mio avviso, mentre gli altri mi piacciono perché le loro canzoni non sono niente male, molto ritmate e orecchiabili. Il concorso è stato voluto da Francesco, per lanciare gli aspiranti cantanti e dare loro una concreta possibilità di farsi conoscere.

Sorseggiamo un cocktail, analcolico naturalmente, mentre rivanghiamo le recenti vicissitudini affrontate per arrivare a destinazione. È la solita storia che si ripete inesorabilmente. Il prof. viene a prenderci sotto casa, partiamo entusiasti, ridiamo e scherziamo durante il viaggio, fantastichiamo su cosa potrà accadere al nostro arrivo, e puntualmente “ci perdiamo”. E pensare che questa volta abbiamo cercato in ogni modo possibile e immaginabile di prevenire il peggio. Ci siamo muniti di un Navigatore nuovo di zecca, lo abbiamo montato e programmato con l’esatto indirizzo da raggiungere, e in caso di mal funzionamento c’erano le cartine stradali a venirci in soccorso. Ma nulla da fare. La “maledizione” che pende sul prof. in fatto di strade, è andata a segno anche stavolta.

Dopo qualche chilometro, il Navigatore ha incominciato a farneticare: svoltare a destra, svoltare a destra, a destra, a destra. La voce-guida ripeteva in continuazione la stessa frase. Si era incantata, lasciando presagire un guasto nel software d’installazione. Siamo allora ricorsi alle mappe, il cui linguaggio tuttavia sembrarci esserci diventato di colpo incomprensibile.

“Ti dico che bisogna svoltare qui”.

“Ma che dici! Non vedi che la carta è orientata verso Nord e che va guardata per questo verso?! Dobbiamo imboccare la prossima!”.

Deliri di viaggiatori colpiti da un incantesimo maligno.

Una quindicina di svolte sbagliate, girotondi a non finire su rondò con uscite diventate porte segrete e impenetrabili di un castello fatato, numerose soste per chiedere informazioni ogni volta disattese. Questa la tabella di marcia di un viaggio che prevedeva “un’ora scarsa di tempo su strade a percorrenza veloce” e che alla fine ce ne ha riservate tre.

Continuiamo a fare ipotesi su cosa possa aver messo fuori uso il nostro Navigatore, quando il deejay annuncia l’imminente arrivo di Francesco. Ci alziamo in piedi per accoglierlo. Spiccano i suoi tatuaggi e gli occhi di un azzurro intenso. La gente gli si stringe intorno. Aspettiamo che si facciano da parte per presentarci e mostrargli la maglietta con il nostro logo. Foto e autografi e poi Francesco ci chiede da dove arriviamo e ci racconta che alla nostra età suonava in un locale vicino al paese in cui abitiamo, e ci dice che di quei posti conserva ricordi molto belli, oltre ad amici che appena può torna a trovare. Si mette quindi a discutere con il prof. di Twitter, il social network del momento, prima che ci rifacciamo sotto noi, per illustrargli il nostro progetto, ovvero l’idea di abbinare le poesie alle canzoni.

Il concorso ha inizio, con i cantanti che si susseguono a ruota e Francesco che ha una parola di elogio per ciascuno di loro. Non assistiamo alla premiazione, perché siamo costretti ad andare via prima della fine, si è fatto tardi. Un ultimo saluto a Francesco, con un arrivederci in autunno, quando forse saremo ospiti del suo programma a RTL 102.5.

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Questa voce è stata pubblicata il 10/12/2009 da con tag , , , , , , , .
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