CHOCOLAT 3B – BlogCast

Diario dove raccontiamo la nostra esperienza di podcaster

T-SHIRT

“Ehi, come va?! Ho letto di te nei giornali…mi dici cosa combini con quei ragazzi?! Se non inventi qualcosa stai male, eh! Sei tremendo!”.

“Eheheheh. Ciao grandissimo! È una vita che non ci si sente. Hai visto che spettacolo! Ci stiamo divertendo come matti con questo podcast!”

“Lo immagino. È davvero bella come iniziativa, e ti ho telefonato perché ho avuto un’idea. Devi sapere che é da un po’ di tempo che mi sono messo a stampare magliette: ho comprato un macchinario, mi procuro le t-shirt e poi prendo le ordinazioni tramite internet. Ho pensato, se non hai nulla in contrario, di regalarti delle magliette con il vostro logo, e se vuoi possiamo metterci anche i nomi dei tuoi alunni…”.

“Sarebbe uno spettacolo, grazie, sei un amico. In verità ci avevamo pensato, ma quando siamo andati ad informarci ci hanno sparato un prezzo esorbitante e allora ci abbiamo dovuto rinunciare”.

“Non ti preoccupare, io te le regalo, ma poi ti devi ricordare di me quando diventerai strafamoso e pagheranno oro per avere un tuo autografo”.

“Esagerato!”.

“Ok, dai, mandami per e-mail le taglie delle magliette con i nomi dei tuoi alunni e poi ti faccio sapere”.

Il prof. saluta il suo amico e ci viene incontro. I miei compagni sono tutti quanti nell’aula d’informatica, impegnati a scrivere nuovi episodi del podcast e a preparare l’attrezzatura per le registrazioni, mentre io ho seguito come un segugio il mio prof., non appena l’ho visto allontanarsi a telefonare. Sulle prime ho pensato che avrebbe chiamato qualche giornale o canale televisivo per accordarsi su un servizio da fare, ed è proprio questo che mi ha incuriosito, poi però è uscita fuori questa storia delle magliette ed ora sono felicissima e muoio dalla voglia di dirlo agli altri. Ma credo proprio che dovrò starmene zitto perché il prof. vorrà sicuramente farci una sorpresa. Lo osservo impaziente. Come previsto, non proferisce una sola parola sull’accaduto. Sarà una lunga attesa, chissà quando arriveranno queste benedette magliette! Non vedo l’ora d’indossarle!

Sono arrivate per posta questa mattina. Il prof. ci presenta il pacco trionfante, certo che nessuno sia al corrente del suo contenuto. Gli altri ne sono all’oscuro, in effetti, ma se immaginasse che io so tutto, forse si arrabbierebbe.

Mentre è impegnato a scartocciare, il prof. ci chiede di chiudere gli occhi e quando li riapriamo troviamo di fronte a noi, spiegata come una bandiera, una t-shirt con il nostro nome scritto in argento e il logo del podcast stampato sul davanti. È uno sballo!

“Prof., ma è bellissima! Non ci dica che ne ha fatta fare una per ciascuno?!”.

Ci lanciamo sul pacco postale. Siamo entusiasti, e ci rimiriamo a vicenda le magliette appena indossate.

“Questo sì che è un buon modo per farci pubblicità!”, purtroppo Batta ha la fissa del marketing .

“Ascoltatemi bene ragazzi – oddio, di nuovo questa lagna – le mettiamo oggi e poi non ce le togliamo più. Ognuno di noi passerà le vacanze in un posto diverso. Dovunque andremo la maglietta dovrà essere con noi. Così facendo tutti conosceranno il nostro podcast”.

Quando Batta parla di queste cose, assume puntualmente un tono oratorio, da politico navigato, e così Lore non tarda a rifargli il verso.

“Che grande idea che hai avuto! Senti però questa: facciamoci tatuare il logo del podcast sul petto. Se ci dovessimo dimenticare la maglietta chiusa nel cassetto, non avremo problemi a fare lo stesso pubblicità al nostro lavoro. Che ne dici?!”.

“Che simpatico che sei…io dico che avresti un po’ di problemi a fare il tatuaggio. Visti i tuoi pettorali, sono convinto che difficilmente il logo potrebbe starci per intero!”.

“Basta ragazzi, fatela finita. L’idea di Batta non è male, tuttavia, senza offesa caro Batta, sai che ti stimiamo, ma ora devi spiegare a tutti quanti in che modo credi di poter pubblicizzare il podcast…”.

Quando ci si mette, Stefy riesce ad essere critica e tagliente.

“Non ti seguo, spiegati meglio. E comunque te l’ho già detto: indossiamo le magliette nel luogo di vacanza, facendo incuriosire la gente che non tarderà a chiederci cosa sia quel simbolo stampato davanti…”.

“È proprio questo il punto. Credi che là dove stai per trascorrere l’estate, saranno molte le persone che ti rivolgeranno delle domande?”.

Batta è smarrito, ma una scintilla nei suoi occhi lo illumina. Ha capito dov’è che Stefy vuole andare a parare.

“Poco fa ti vantavi delle tue prossime vacanze nelle terre del Nord Europa, e affermavi che ti saresti spinto fino a Capo Horn. A questo punto le cose sono due: o sai parlare con gli animali, oppure credo che sarà difficile che i pinguini vengano a chiederti un qualcosa sul nostro podcast!”.

Scoppiamo in una risata generale, mentre alcuni di noi improvvisano fantasiosi versi di pinguini ed altri si mettono a girare intorno a Batta, fingendo la danza dei “pinguini in amore”.

La considerazione di Stefy non sembra lasciare spazio a proteste, eppure, mentre guardo i miei compagni danzare e ridere, con Batta stralunato al centro, una strana immagine mi si affaccia alla mente: pinguini con le nostre magliette che camminano in fila indiana nei geli dell’Antartico. Chocolat 3b: un podcast…(po)polare!              

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Questa voce è stata pubblicata il 08/25/2009 da con tag , , , , , , .
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